L’amministratore delegato di Air Canada, Michael Rousseau, lascerà la sua posizione entro la fine del 2026, ponendo fine a un mandato di quasi due decenni presso la compagnia aerea. L’annuncio fa seguito alle crescenti critiche per i suoi ripetuti fallimenti nel padroneggiare il francese, nonostante avesse promesso di farlo anni fa. Sebbene l’azienda lo consideri un pensionamento programmato, la mossa arriva dopo una rinnovata pressione da parte di politici e personaggi pubblici del Quebec riguardo alle sue competenze linguistiche.
La questione linguistica e la sua importanza
La controversia sulla conoscenza del francese di Rousseau è significativa perché Air Canada ha sede a Montreal, una città prevalentemente francofona. La sua ripetuta incapacità di parlare fluentemente la lingua nonostante viva in Quebec da anni è stata vista come un segno di mancanza di rispetto da molti, incluso il primo ministro Justin Trudeau, che ha affrontato pubblicamente la questione. Ciò è importante perché la competenza linguistica è spesso vista come una questione di sensibilità culturale e rispetto in un paese bilingue come il Canada.
Piani di successione interni ed esterni
Air Canada si sta preparando per questa transizione da oltre due anni, con un programma di sviluppo interno volto a formare dirigenti ad alto potenziale. Contemporaneamente, nel gennaio 2026 è iniziata una ricerca esterna per identificare ulteriori candidati. La compagnia aerea afferma esplicitamente che la conoscenza della lingua francese sarà un fattore chiave nella scelta del sostituto.
Potenziali candidati
Due candidati interni sono considerati forti contendenti: Mark Galardo e Mark Nasr, entrambi sulla quarantina. Sono visti come leader capaci che hanno contribuito in modo significativo alla recente performance della compagnia aerea. In alternativa, potrebbe essere preso in considerazione il CEO di Air France-KLM Ben Smith, ex dirigente di Air Canada che parla fluentemente inglese e francese, anche se probabilmente richiederebbe un’offerta sostanziosa per attirarlo di nuovo in Canada. Un altro potenziale candidato esterno è il CEO di WestJet Alexis von Hoensbroech, anche lui bilingue, ma il suo valore unico rispetto alle opzioni interne rimane poco chiaro.
Critica alla leadership
Al di là della questione linguistica, è stato messo in discussione anche lo stile di leadership di Rousseau. Alcuni osservatori criticano la sua percepita mancanza di azione decisiva e di impatto complessivo sulla compagnia aerea. Il consiglio, tuttavia, riconosce il suo ruolo nell’affrontare crisi come il collasso finanziario del 2008, la pandemia di COVID-19 e nel garantire la solvibilità delle pensioni.
Conclusione
La partenza di Michael Rousseau segna un punto di svolta per Air Canada. La ricerca del suo successore sarà monitorata da vicino, con la padronanza del francese e le forti capacità di leadership che saranno fondamentali. La scelta dell’azienda non avrà solo un impatto sulla performance aziendale, ma anche sulla sua reputazione in una nazione culturalmente diversificata.





















