Nonostante le crescenti tensioni in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi del petrolio, la domanda di viaggi aerei rimane notevolmente resistente, secondo Scott Kirby, CEO di United Airlines. Intervenendo giovedì, Kirby ha affermato che le prenotazioni non solo sono rimaste stabili, ma sono addirittura aumentate dallo scoppio del conflitto. I ricavi delle prenotazioni sono aumentati di oltre il 20% solo da sabato, segnalando una sorprendente indifferenza nei confronti dell’instabilità geopolitica tra i viaggiatori.

Impatto geopolitico: interruzioni minime finora

L’impatto operativo immediato del conflitto sullo United è stato limitato a causa della sua presenza relativamente piccola in Medio Oriente. Tuttavia, la compagnia si sta preparando a fornire assistenza nel potenziale rimpatrio dei cittadini statunitensi bloccati nella regione del Golfo, anche se non sono ancora stati messi in atto piani concreti. Ancora più significativo, la chiusura dello spazio aereo su regioni chiave sta costringendo i viaggiatori a cambiare rotta, creando una domanda inaspettata su rotte alternative.

Ad esempio, i voli dall’Australia e dalla Nuova Zelanda verso l’Europa hanno registrato un’impennata. I passeggeri che in precedenza transitavano attraverso gli hub del Golfo Persico stanno ora optando per rotte più lunghe e meno efficienti a causa della chiusura dello spazio aereo. La compagnia aerea attualmente prenota oltre 1.000 passeggeri al giorno su questa rotta, rispetto a meno di uno al giorno l’anno scorso. Ciò dimostra che la domanda si adatterà anche in condizioni di difficoltà.

Aumento dei costi del carburante e impatto sui consumatori

Il prezzo del petrolio è balzato di oltre il 30% nella scorsa settimana, raggiungendo quasi 88 dollari al barile, e i costi del carburante per aerei sono aumentati del 58% a 3,95 dollari al gallone. Anche se questo aumento avrà un impatto sulle finanze delle compagnie aeree, Kirby si aspetta che i vettori mitighino il danno trasferendo i costi sui consumatori – un cambiamento che probabilmente avverrà rapidamente.

“Si tratta di un grande aumento. Si tratta del più grande aumento del prezzo del carburante per aerei che io ricordi.”
– Scott Kirby, amministratore delegato della United Airlines

Questo trasferimento di prezzo è una pratica standard del settore: le compagnie aeree raramente assorbono aumenti sostanziali dei costi senza adeguare i prezzi dei biglietti. Resta la domanda se i consumatori continueranno a pagare tariffe più alte, soprattutto con l’avvicinarsi dei viaggi estivi.

Prospettive a breve e lungo termine

Kirby si sta concentrando sulle prenotazioni entro i prossimi 60 giorni per valutare il reale impatto della crisi, piuttosto che fare affidamento su proiezioni di viaggi estivi a lungo termine. Nonostante l’incertezza, mantiene una visione ottimistica sull’economia complessiva, suggerendo che la domanda rimarrà forte anche se i prezzi del carburante continueranno a salire.

L’industria del trasporto aereo fornirà ulteriori dettagli sulle conseguenze finanziarie e operative della guerra alla prossima conferenza della JP Morgan Industrials tra due settimane. Per ora, il messaggio è chiaro: nonostante le turbolenze regionali, i viaggi aerei tengono duro.