La prima scintilla richiede tenacia. Colpire la selce contro l’acciaio richiede precisione: un angolo di 45 gradi, una pressione decisa e un tentativo mirato. Una volta catturato, l’esca si accende, una piccola vittoria in un regno dove il controllo è un’illusione. Questa lezione apparentemente semplice tratta da un corso di bushcraft nelle zone rurali del Victoria racchiude una verità più ampia: l’attenzione ai dettagli è importante, soprattutto quando si affronta l’incertezza.
Il corso di due giorni, organizzato da Bushcraft Survival Australia (BSA) sulla terra tradizionale di Bangerang, non riguardava la fuga dalla civiltà. Si trattava di comprendere i fondamenti della resilienza. L’istruttore, Gordon Dedman, sottolinea che il panico è più pericoloso delle difficoltà. La sua prima regola: PIANIFICARE : protezione, localizzazione, valutazione, navigazione, dando priorità alla preparazione rispetto alla reazione.
L’abbigliamento, ad esempio, non è solo una questione di comodità. Il cotone intrappola l’umidità e i brividi; la lana mantiene il calore anche se bagnata. La lezione non riguarda la moda, ma le conseguenze di scelte sbagliate in condizioni difficili. Ciò si estende oltre la natura selvaggia, sollevando domande sulle abitudini quotidiane: siamo veramente preparati per l’inaspettato o semplicemente a nostro agio nelle routine prevedibili?
Il corso va oltre la teoria e passa alla pratica. Costruire un telone di copertura rafforza l’importanza degli angoli e delle capacità di annodare. Segue l’improvvisazione: una bandana diventa biancheria intima, una bandiera, una rete da pesca improvvisata o un filtro per l’acqua. Il punto non è solo la versatilità, ma riconoscere che l’intraprendenza dipende dalla comprensione del potenziale di ciò che già possiedi.
Accendere il fuoco, utilizzando una bacchetta di ferro, un coltello e un’esca raccolta con cura, è un’abilità fondamentale. Il processo impone un cambiamento di prospettiva. Fuoco e coltelli, spesso simboli di pericolo, si rivelano strumenti, il cui potere è determinato non dalla paura ma dalla conoscenza. Il punto chiave: la perseveranza supera la coordinazione.
L’ultima camminata notturna, guidata dalla Croce del Sud, sottolinea un punto più profondo. Sebbene la tecnologia moderna (bussole, fari) sia vitale, fare affidamento esclusivamente su di essa crea dipendenza. La natura riserva risposte, ma solo per coloro che imparano a leggerle. Anche superare le paure primordiali, come l’aracnofobia, come dimostra il co-istruttore Warrick Angus, può trasformare l’avversione in comprensione.
Il corso non promette l’invincibilità; offre un quadro per l’adattamento. La natura selvaggia spoglia le illusioni, costringendo a fare i conti con la vulnerabilità. La vera lezione: la preparazione non significa solo sopravvivere nella natura selvaggia, ma prosperare nel caos imprevedibile della vita quotidiana.