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La tassa sulla congestione di New York: un anno dopo, i trasporti pubblici stanno migliorando

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Il sistema di tariffazione della congestione della città di New York, implementato lo scorso anno, sta apportando miglioramenti misurabili al trasporto pubblico. Per la prima volta negli Stati Uniti, gli automobilisti che entrano nel quartiere più trafficato di Manhattan pagano fino a 9 dollari al giorno, e i risultati sono chiari: il traffico è diminuito dell’11%, con le strade che sono diventate più sicure per pedoni e ciclisti.

L’impatto sull’efficienza del traffico e dei trasporti pubblici

La tassa sulla congestione non riguarda solo la riduzione del volume delle auto. La velocità degli autobus è aumentata del 2% e i tempi di viaggio attraverso tunnel e ponti sono migliorati fino al 29%. Anche la Metropolitan Transit Authority (MTA) sta beneficiando dal punto di vista finanziario, con entrate previste che supereranno i 500 milioni di dollari nel 2025: un contributo sostanziale al portafoglio di aggiornamenti critici da 15 miliardi di dollari dell’agenzia.

“Si prevede che le entrate derivanti dai pedaggi stradali per la congestione per il 2025 supereranno il mezzo miliardo di dollari, incidendo discretamente su una lista di cose da fare da 15 miliardi di dollari per aggiornamenti cruciali.”

Il successo di New York evidenzia un principio semplice: ridurre la dipendenza dall’auto può migliorare l’efficienza di un intero sistema di trasporti. Non si tratta solo di disagi per gli automobilisti; si tratta di creare un ambiente urbano più funzionale.

Perché è importante: una crisi dei trasporti nazionali

Gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto agli standard globali nel trasporto pubblico. Mentre molte nazioni sviluppate danno priorità a sistemi accessibili e affidabili, gli Stati Uniti rimangono fortemente dipendenti dall’auto. La Federal Transit Administration riferisce che solo l’8% degli americani fa affidamento sui trasporti pubblici, in netto contrasto con città come Londra o Medellín, in Colombia, dove sistemi robusti sono la norma.

Questa dipendenza non è solo una questione di preferenza; è una questione sistemica. Molte città americane, tra cui Boston, Chicago, Atlanta e Los Angeles, lottano con una grave congestione, rendendo i veicoli privati ​​l’unica opzione pratica per molti residenti. Il sottofinanziamento del trasporto pubblico aggrava questo problema.

Lezioni dall’estero

L’esperienza vissuta dall’autore a Londra illustra questo punto. Londra offre una rete completa di trasporti pubblici che consente ai residenti di viaggiare facilmente senza auto. Al contrario, città come Boulder, Colorado, e persino Washington, D.C., offrono alternative limitate o inefficienti. Il risultato è un circolo vizioso in cui la scarsa mobilità scoraggia i passeggeri, giustificando ulteriormente i sottoinvestimenti.

Questa disconnessione evidenzia una questione più ampia: gli Stati Uniti non hanno dato priorità al trasporto pubblico come componente fondamentale delle infrastrutture urbane. La mancanza di investimenti crea una situazione in cui possedere un’auto diventa una necessità, anche in città percorribili a piedi come Providence, Rhode Island, dove le linee di autobus sono lente e scomode.

Il percorso da seguire: attuazione nazionale

Il successo della tassa sulla congestione di New York dovrebbe servire da caso di studio per altre città. L’implementazione di sistemi simili, abbinata a investimenti significativi nel trasporto pubblico, potrebbe trasformare la mobilità urbana negli Stati Uniti. La riprogettazione della rete di autobus di Seattle nel 2010, che includeva percorsi espressi, ha comportato un aumento del 42% del numero di passeggeri entro il 2019.

La sfida non è solo finanziaria; è politico. Superare la resistenza delle popolazioni dipendenti dall’auto richiederà un cambiamento di mentalità. Ma come sostiene l’autore, ogni centro urbano negli Stati Uniti trarrebbe vantaggio dalla tassazione degli automobilisti per sostenere il proprio sistema di trasporto. L’alternativa è la continua congestione, le infrastrutture sottofinanziate e una crescente dipendenza dai veicoli privati.

L’attuale stato del transito statunitense non è solo scomodo; è insostenibile. Se l’Europa può dare priorità all’efficienza del trasporto pubblico, non c’è alcuna ragione logica per cui gli Stati Uniti non possano farlo.

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